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formalinbrain
il mio cervello tenta la fuga
INTRO
Formalinbrain è un blog diario che tratta tematiche di spiccata modernità. La vita veloce e confusa di un giovane italiano emigrante in Germania dell'Est, le delizie di un dottorato in Antropologia Molecolare, la musica violenta e non, gli amici e le birre, le cazzate e le crisi esistenziali. E questo inutile bisogno di definizioni.
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60439 gente che passa


CULTURA
felicità a piccole dosi
15 maggio 2012
La piccola felicità si manifesta senza preavviso. Oggi in stazione a Leipzig Hauptbahnhof ho preso una pizza al taglio a 1.50 euro da un insospettabile banchetto-bar. Era buonissima!! Cioè, sapeva di pizzetta al taglio! Sono ritornata indietro e ne ho preso un altro pezzo. Ai funghi. Che bontà. Una puntina di rosmarino. Quasi come prendere la pizzetta da Altero. Di solito se ne prendono due, abbinate l'una sull'altra - una pomodoro e una focaccia spianata, per me. Anche due farcite, per gli affamati seri e per gli uomini grossi.

Proprio sti giorni che fantasticavo su focacce genovesi fresche di forno da inzuppare nel latte col nesquik - da piccola andavo in vacanza in Liguria da amici di famiglia, quando parlo di focacce inzuppate nel latte a colazione so quello che dico. Bei ricordi.


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musica che si conficca nel cervello
5 maggio 2012
Muore MCA dei Beastie Boys. Triste notizia. Li vidi a Milano. Che bomba. Pezzi di storia che non ritornano. [Rammento che il giorno prima della trasferta facemmo una cena universitaria con la solita gang, ove la Ilagam tentò di avvelenarci con uno stufato bollito ore ed ore, che in 3 su 5 successivamente vomitammo]. Tra meno di un mese dovrei essere a Barcelona a vedere i Refused, con l’idolatria dell’adolescenza e la necessità di cerchi che si chiudono. Forse i Refused faranno una reunion anche tra 20 anni. Non ce la perderemo. Forse ci spareremo ancora i Rage Against the Machine, o i Deftones, con gioia. E quest’estate se mi impegnassi potrei cogliere persino gli At The Drive-In (che ribadisco ho visto live anche loro nei miei 17 anni, mentre voi ancora non capivate un caz di musica. Al Vidia di Cesena. Pfff….). Non ci saranno altre chances per i Beastie Boys. Cmq non c’è differenza tra me che vado ai Refused e mia mamma che va a vedere i Pooh. Forse avrò più lividi. Al contrario, suppongo di poter vedere concerti dei Sonic Youth sempiterni e inscalfibili, fino alla fine dei giorni.

Volevo scrivere di tante cose…
Ho provato il Bubble Tea. Chissà se si è mai visto in italia. Dubito sia diffuso nel mio paesello natale. Cmq è una cosa asiatica che fa subito tendenza, e che in origine è a base di tè nero e pallette di farina di tapioca da masticare, nere. Io ne ho visti diversi proliferare, di chioschetti, e l’altro w end, con la luce di un sole arrogante d’estate, ho deciso di accompagnare la mia passeggiata scanzonata con un bicchierone del suddetto. In realtà il mio bubble tea non aveva alcun ingrediente di quelli che ho trovato listati con una veloce ricerca su google. Cmq il principio era: scegli una base, scegli un aroma, scegli un gusto per le pallette. Ho scelto il beverone a base yogurt, aroma pesca – credo, e pallette alla fragola. Te lo miscelano delicatamente e lo sigillano nel bicchierone di plastica. Con la cannuccia grossa in dotazione, rompi il sigillo. La cannuccia è larga per far passare le pallette. Ma non mi pare siano palle di tapioca, bensì sfere ripiene di liquido sciropposo che si rompono in bocca, una sorta di trucco alla Ferran Adrià di questi che van di moda adesso. La mia spiegazione è lacunosa, in realtà non ho una chiara idea di cosa io abbia assunto nel bicchierone. Vagamente smagoso, dolce e accattivante, rompere le palline in bocca dà dipendenza, prediletto da teen agers e sesso femminile, probabilmente tossico?


Ieri sera facevo jogging per compensare recenti mangiate trimalchioniche, e mi si son rotti gli auricolari (li avevo presi a Barcelona, agli inizi di questo blog…), cioè mi si è rotto quello destro. Quindi ho ascoltato qualche canzone in mezzo-stereo, solo a sinistra, prima di stancarmi. Mi pare mancassero tutte le parti di cantato, che deduco in mixaggio vengano caricate a destra. Forse c’è una spiegazione… quello che ascoltiamo all’orecchio destro arriva all’emisfero destro, per via piuttosto diretta. L’apparato uditivo dall’orecchio si ficca diretto al cervello, non come l’occhio, dove il nervo visivo fa un gran giro fino a incrociarsi nell’aerea occipitale. Dunque processare le parti di cantato con l’emisfero destro, quello notoriamente adibito all’elaborazione di insieme e alla componente emotiva. Parte vocale ? emisfero destro, emotività, pathos. Parte ritmica ? emisfero sinistro, razionale e visione schematica. Chissà se è davvero così.
Succede solo nei migliori istituti di ricerca
14 aprile 2012
Arrivare al lavoro la mattina prima delle 9 ha un fascino mistico. Un manto di silenzio posato e raccolto, assenza di forme umane negli uffici e spazi adibiti. Poi a poco a poco le persone varcano le entrate, salgono le scale fino al dipartimento di genetica, si soffermano alla cucina con la macchina del caffè “Cimbali” marcata dalla bandierina italiana nel logo, tutti padroneggiano la macchina con sicurezza e si preparano la broda del mattino, qualche ardito si fa l’espresso.
Piove, nevica, grandina, è Aprile, non si capisce un cazzo.
Guardo la pozza – il laghetto del cortile interno, dove si affaccia la caffetteria con qualche tavolo. L’acqua disgelata di inizio primavera è di color verde slimer, come l’Arno.

Meetings, seminarii, cose da sbrigare. Il piatto vegetariano oggi alla caffetteria è cous cous con le verdure, finalmente senza l’odiato peperone. Buono, dai. La mia vicina di scrivania, E, deve finire la tesi di dottorato ma le è scaduto il contratto. Ha cercato lavoro come cameriera ma non la prendeva nessuno, perché troppo qualificata. Forse una linguista che parla cinque lingue intimidisce il cliente.
Il boss mi inchioda in un meeting di due ore, dove conclude che visto che ho tutti i dati pronti (macchè pronti…) posso scrivere e sottomettere il paper in due mesi. Il mio principale progetto di dottorato. In due mesi. Cerco di farla ragionare, ma la vedo molto convinta dell’urgenza di produrre papers. Io avevo in mente tipo di scrivere l’enciclopedia dei Khoisan, come lavoro globale del mio dottorato. Urge la sintesi, a quanto pare. Mi sale l’ansia. Non le ho detto che ho altri tre progetti che voglio portare avanti per le prossime settimane. Meglio non dirglielo, lavorare la notte e metterla al corrente solo a cosa fatta.

Verso la fine del pomeriggio il computer si inchioda. Anche il tuo computer è frozen? Sarà andato in down il server. Clicca. Clicca. Non succede niente. Mi affaccio sul corridoio. Lentamente tutto il terzo piano si riversa nei corridoi vagando nello sconcerto. L’alba dei morti viventi – o “risvegli”. Reazioni di sconforto. Appaiono le birre. Tutti in terrazzo a fumare e a bere, o a giocare a calcino o a ping pong. Poi tutti a casa, in una velata euforia isterica.
Ecco come i diversi dipartimenti reagiscono in caso di blocco del server:
linguistica, human evolution, psicologia, primatologia: il computer non va? Leggerò qualche libro di testo, scriverò a mano qualche nota…
genetica: il computer non va? Oooooowwwaaaah, e adesso?!?! Necessità di un piano di evacuazione per evitare reazioni scomposte della folla confusa.

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Mangiarini
8 aprile 2012
Oggi è l’anniversario della morte di Gesù, e noi lo celebriamo mangiando ininterrottamente come anime torbide volte all’autodistruzione. Mi piace parlare di cibo.
Per il pranzo con gli amici, oggi tra le altre portate ho preparato la mia variante di torta pasqualina, liberamente rielaborata.

Torta pasqualina formalina, laica, very very easy

  • base di pasta sfoglia dal banco frigo già pronta
  • busta grande di spinaci
  • due uova (più altre due uova)
  • ricotta
  • formaggio feta
  • pinoli
dunque lavo gli spinaci e li metto in padella con aglio tritato finché non sono cotti. Cerco di strizzarli bene e li frammento un poco
in una ciotola sbatto due uova, aggiungo noce moscata e sale e pepe, la ricotta (al supermercato ieri non l’ho trovata, quindi ho aggiunto solo il bieco formaggino industriale tipo philadelphia, giusto un po’) mezzo pacco di feta a cubetti, un pugno di pinoli. Poi gli spinaci.
Stendo la pasta sfoglia in una teglia, con la sua carta da forno incorporata. Verso il ripieno. Il pezzo forte consiste nel creare dei buchi nell’impasto dove rompere un uovo intero. Nelle mie proporzioni ho fatto due buchi per due uova. Poi l’uovo si cuoce nel buco mantenendo il bianco dell’albume e il giallo del tuorlo separati. È bello da vedersi e da mangiarsi!
se ti avanza pasta sfoglia puoi fare striscie sopra, come una crostata.
In forno a ~170 gradi per 20 minuti. Gran successo.


Altro cibo: la coinquilina N, linguista dedita allo studio delle lingue remote e moribonde (si dice così in gergo tecnico! Di una lingua prossima all’estinzione, che non viene trasmessa alle nuove generazioni) siberiane, è venuta in possesso di un pacchetto di carne di renna secca, tipico cibo di quelle zone, inviato direttamente da un suo informant (si chiamano così le persone con cui si lavora per registrare produzione orale di vario tipo in relazione alla lingua oggetto di studio). Allora vuoi non provare anche la renna secca? Certo che l’assaggio. Non mi piace! Peccato. Però aggiungo altri animali stravaganti alla mia lista di specie inusuali del regno Animalia che ho mangiato in vita mia (e ricordiamo che la mia dieta è al ~98% vegetariana). Ecco la top ten in ordine di gusto
1. Alpaca
2. Larva di lepidottero xilofaga, o bruco del legno (trovata sia in Sudamerica che in Africa, giuro che è buonissima)
3. Alce
4. Armadillo (ops, forse era una specie protetta! Ma voi lo sapete cosa è il CITES? No? Io sì, quindi so quello che faccio.)
5. Anemone di mare (hmm, la pesca di questo tipo credo sia illegale)
6. Antilope
7. Istrice (forse è protetto anche questo?! Ahah!!)
8. Porcellino d’India (Cuy)
9. Canguro (ok, questo è abbastanza commerciale)
10. Struzzo (idem come sopra)
Tra le specie immangiabili, annovero l’asino, la renna, il llama, e quegli uccellini piccoli che si cacciano anche da noi, le ostriche e le specie tabù come la scimmia e il cane.

Concludo con due sentences finali solo apparentemente contraddittorie:
- go vegetarian!
- Il miglior modo per conoscere un animale è mangiarlo [giuro che devo averlo letto da qualche parte nel diario di viaggio del Beagle – C. Darwin]
Disclaimer: considerato il mio background scientifico, inutile dire che questo post è farcito di ampio cinismo. Non incito nessuno a cacciare di frodo o a saccheggiare fondali marini. Rispetta l’ecosistema, e mangia meno carne!
POLITICA
zombies
6 aprile 2012
Alla vigilia di storie di resurrezione science-fiction bibliche, quale momento migliore per stilare il manifesto politico del Formalinbrain. Un ritratto aperto della visione politica dell’autrice, estrapolato dal contesto extraterritoriale ed extrasensoriale: quindi altri confini geopolitici entro i quali vivo e massicce dose di anestesia che mi autosomministro come anti emetico dopo aver letto le notizie la mattina in ufficio.
L’italia risorge! Il post-Berlusk. Il limbo eterno di Nulla Tecnico che ci aprirà le porte della salvezza e della redenzione. Rimboccarsi le maniche e via, ritrovare fiducia nella classe politica.
Bossi: “Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa. E anche il tizio che mi sta cagando nei calzoni”. [Spinoza.it]

Credevo fosse la Lega ad avere in mano le fila del traino politico, demagogizzando con tecnica elementare la maggioranza degli italiani, ovvero un branco di cervelli implosi da bombardamenti mediatici Mediaset e rifiuto delle forme della cultura (“perché dovremmo pagare uno scienziato quando facciamo le migliori scarpe del mondo?”). E quando va male il resto, prendiamocela con gli immigrati. PLUS-amusement retaggio mistico della “Padania” e altre stronzate accessorie. Idee semplici e vincenti, per un’udienza di spessore mentale irrilevante, successo assicurato. Cosa faranno gli elettori Lega (spessore mentale irrilevante, maggioranza demografica della nazione?) ora che vedono che anche dai loro si ruba a piene mani? La risposta più valida è ovviamente “nulla”, ma ammettiamo che si vogliano rivolgere ad altri spunti politici.

E qui mi viene incontro la lucida sintesi scaturita durante uno dei ricchi confronti che ho col mio collega F (biologo teorico, de Roma), nelle pause pranzo del terzo piano. Ammettendo che il PD sia invotabile (gran bella opposizione di m., gran scelte forti e chiare, segno politico indelebile, personalità indomita, ce lo buttan in the backside da tutto il tempo che B è su semplicemente con la forza dell’inerzia), ciò che resta manca cmq di appetibilità. Come dire… SE Vendola fosse più pulito, SE Di Pietro fosse un pelino intelligente, SE Grillo non fosse psicopatico…. Già, SE. Ah, premettendo che il male più grande, il MALE vero sia scegliere Radicali (prudono le mani fortissimo al solo scriverne il nome, per ragioni che non sto manco a spiegare alla selezionatissima e sopraffina platea di lettori del Formalinbrain. “Dopo il pugno a Capezzone è caccia all’uomo: ha saltato la fila” [Spinoza.it]. Ma se è passato al PdL!? APPUNTO.). Cioè, tutto questo per dire: credono che siamo scemi, che non abbiamo visto tutte le volte che in parlamento hanno votato a favore delle boiate del governo di maggioranza? Che gli han fatto passare TUTTO, come pecoroni dalla coda di paglia? Credono proprio che siamo rincoboliti. Ma non del tutto, dai.

Cosa ci resta, orbene, individui inermi anche espatriati, dotati di cittadinanza italiana, io un’idea ce l’ho. Casa Pound. È l’unico spunto politico attualmente attivo, propositivo, determinato e mediamente non corrotto. Un pelino violento, ai tempi d’oggi, aiuta solo. Sensibilità socialista e attenzione alle esigenze dei tempi moderni, casa, salute, sicurezza. Fatevi un giro nel sito internet come ho fatto io (linkarlo forse è un po’ troppo) per vedere come le prime idee proposte siano giuste e condivisibili (e di sinistra), mentre le follie razziste e conservatrici sono camuffate al termine della lista. Quello che ho in mente è penetrare tutti massicciamente tra le fila di questi rozzi squadristi travestiti da finto-intellettuali, e lentamente lavorare dall’interno per sostituire al fascismo nostalgico e alla xenofobia ariana uno spirito progressista di tolleranza. Manco se ne accorgono e diventano una forza comunista potente e innovativa, spronata da anni di cinghiamattanza, pronti ad annientare quei vecchi stronz. impolverati di anacronismo di Bertinotti & c. e tutto il restante governo di mummie ributtanti e corrotte fino al midollo. La classe guerriera! Chuck Palahniuk! Rino Gaetano! Nietzsche! Fidel Castro! Mi confondono un pochino questi ragazzacci, da dove cavolo hanno assemblato il retaggio culturale!?

CULTURA
diario Fantastico di Moto Perpetuo
31 marzo 2012
Blog mio sciagurato!! Di quante cose vorrei narrare!
Molto impegnata per le settimane passate.
Cose da chiudere, testa pensante, ricominciato parkour, il capo torna dal fieldwork e ricomincerà a scassarmi l’anima con assurde pretese e tiri mancini. Nel frattempo decido del mio futuro.
Scrivo poco perché ho poco tempo libero, un po’ di inedia, e nel poco tempo libero che ho gioco ad Angry Birds o guardo i DVD di Mai Dire Goal che sono usciti in edicola (me li han mandati su i miei).

Finisco la bottiglia di cachaça, faccio la valigia, e prendo il taxi per l’aeroporto. Alle 6 di mattina ho il primo volo. Secondo volo, bus, treno (in ritardo), tram. Dovrei lavorare al .ppt per la lezione che devo tenere ma la cachaça non smaltita me lo impedisce. Finisco qualche livello di Angry Birds.
Nel pomeriggio dormo un poco, la sera lavoro al .ppt.
Dopo 4 ore di sonno prendo un treno, vado a vedere una laurea di un amico in farmacia. Treno in ritardo. Non trovo l’aula. C’è una massa informe di gente orrenda vestita a festa con famiglia appresso e urla scomposte. C’è qualcosa che non quadra. Si vede che in questi anni che sono via, il clima all’università di scienze è cambiato. Cosa sono tutte queste facce da culo? Perché cantano “chi non salta comunista è”? e perché hanno il fiocco giallo sulla corona, come quelli di Economia? ….aspetta un attimo… ma questi sono di Economia! Ho sbagliato entrata.
Irrigidita dalla misantropia raggiungo la facoltà mia, entro alle 11 di mattina ed esco dal portone alle 8 di sera, dopo aver parlato ininterrottamente di lavoro, progetti e futuro. A pranzo sono stata presentata a un emerito professorissimo che pubblica articoli come una macchina da guerra. Quella fascia di baroni-massoni ma che fanno scienza spacca-culi, non robetta scalda-poltrone. Costui si rivela anche un marxista mangia preti, e in breve la discussione del progetto degenera in aneddoti accademici da osteria sul premio Nobel ciccione che non riusciva a fare la scala per raggiungere le tartine dell’aperitivo sull’attico di casa di emerito tal dei tali, e sulla prof di tale disciplina medica che è arrivata lì perché faceva i pomp*ni. Noialtri ridiamo sornioni per compiacere il professorissimo (devo piacergli, deve darmi credito per collaborare al progetto), che cmq paga il conto del ristorante.
La sera io speravo di dormire, invece a casa di mia cugina che mi ospitava c’era il gruppo di amici che si erano laureati in mattinata. Ubriachi, tutti. Una trentina di persone in una microscopica cucina. Qualcuno ha iniziato a vomitare in un secchio. Non avrei mai pensato che sarei riuscita a guadagnare ore di sonno. Non ho forze per reagire, anyway. Finisco la bottiglia di rum. Quando gli ultimi ragazzini se ne vanno scatta in me l’arcigno e li inseguo per le scale ordinandogli di smaltire nell’apposito cassonetto il secchio ormai pieno di vomito.
Dopo quattro ore di sonno prendo un treno per un’altra città universitaria (treno in ritardo). Visito la mia amica S che si è dottorata e colgo l’occasione per presentarmi al suo supervisor, un altro professorissimo piuttosto famoso nel mio campo (ma non massone, un po’ più giovane di età), che è coinvolto in un altro progetto che potrebbe essere il mio futuro lavoro. Sempre e cmq cercare di fare buona impressione. Secondo me l’ho convinto. Nonostante il mio considerevole livello di dislessia da stress. Forse ci buttiamo su l’ennesimo progettino. Mi piacerebbe lavorare a un paper con la mia amica S.
Nel pomeriggio torno alla mia facoltà perché devo tenere 3 ore di lezione alla triennale. Ho paura che scappino dall’aula da un momento all’altro. Devo tenerli vivi fino alla fine. Dislessia da Paula Maugeri: non so più il gergo tecnico scientifico in italiano, mi vengono le parole solo in inglese.
Dopo lezione il mio pasto di tutta la giornata è un gelato dal Gelatauro, che me lo stavo sognando da settimane. Nel frattempo tizio chiama la prof perché durante la notte ha cambiato idea sul progetto che avevamo discusso il giorno prima. Ma perché. Eravamo tutti d’accordo. Perché. Altre 2 ore al telefono.
Quando raggiungo casa mia per cena ho una faccia che potrei usarla per spaccare delle tavolette di legno come un Terminator. Gli italiani parlano troppo! E io dormo troppo poco. Dai, ancora due livelli di Angry Birds, solo due, giuro.
consumi
lotta perpetua tra scienza e senso comune dell'etico
22 febbraio 2012
Mi sono veramente cotta il razzo di perdere tempo infognandomi in forum di discussione online su tematiche ambientali e bio etiche e alimentari, rubo tempo al lavoro per cosa? Per farmi venire il nervoso!
Il mio problema è la categorizzazione umana in scienziati saccenti vs ambientalisti beoti. L’appartenere ad entrambe le categoria, nel mio caso, mi crea un conflitto irrisolvibile tra il saccente e il beota. In tutti gli ambiti di discussione si ritrova la diatriba estremizzata tra le seguenti caricature: la figura dello scienziato che tratta con sufficienza la massa ignorante, senza preoccuparsi della missione fondamentale della divulgazione scientifica, arroccandosi in una torre d’avorio di conoscenza ultra specifica che non tollera l’apertura mentale e la multidisciplinarietà, tantomeno la visione del pueblo. D’altro canto, abbiamo l’ambientalista complottista new age, ridondante di frichettonate di base ignorante, che predica storie di energia e felicità e amore con la stessa missione cieca di un qualunque religioso dogmatico che “io ci credo in questo fenomeno”, stesse parole e stesso background dell “io ci credo a gesù. Agli alieni, ai folletti, al karma, all’armonia, all'omeopatia e alla decrescita felice”. Io come una cogliona a spiegare agli scienziati che finché non si mettono nei panni del pueblo diffidente passeranno sempre per la categoria fascista e al soldo del sistema, e agli ambientalisti che la devono smettere di parlare come una massa di fritti hippies ignoranti come scarpe. Cosa ne ricaviamo? La scienza si allontana dai bisogni della società, e alimenta la figura dello scienziato cattivo schiavo di monsanto&c, mentre chi persegue scelte etiche o ecologiche viene additato come un povero mentecatto fuori dalla realtà.

La decrescita felice??!! Una parabola demente del “si stava meglio quando si stava peggio”, la solita storiella rassicurante di chi ha paura di affrontare la realtà. Preso atto della veridicità della seconda legge della termodinamica sappiamo benissimo che il proporre regresso come antidoto al progresso cattivo è quanto di più ridicolo. Non si torna indietro, e non si stava meglio una volta, per niente! Le donne non avevano diritto di voto, non c’era il concetto del tempo libero, si moriva di vaiolo, si moriva giovani, si era succubi della chiesa, si era ignoranti poiché non si aveva accesso alla conoscenza e all’educazione e ai libri. Evviva i risultati del progresso, santamadonna, per i quali io ora sto qua a scrivere sulla tastiera di un computer e sto facendo un dottorato in genetica, pur essendo donna! E senza dover essere figlia di famiglia nobile da generazioni! Non si torna indietro, si cerca solo di proseguire e progredire in una direzione sensata e sostenibile e valida!

Prendiamo un soggetto come Dario Bressanini, e le sue arroganti *un po' pedanti* arringhe pro OGM: cheppalle *alle volte provo noia*! Uno come lui alimenta l’odio contro la figura dello scienziato. *bisognerebbe essere un po' piu' terra terra*. Basta, lo sappiamo che l’OGM non danneggia la salute in sé e per sé, ma perché nessuno mi risponde a domande sulla gestione della biodiversità e sui risvolti ambientali? O su come risolvere solo i sintomi dei problemi di agro-geo-politica senza volerli debellare alla base? Perché nessuno pensa di mettere una bella etichetta sul mio pacchetto di soya con su scritto “contiene OGM?!” così io consumatore sono al corrente, e mi aspetto un prodotto a basso prezzo e privo di pesticidi, altrimenti cosa l’abbiamo inventato a fare l’OGM? (abbiamo, NOI, scienziati, coerenti e illuminati). Non ottengo risposte dalle file degli scienziati PRO OGM. Statevene per contro vostro, allora, nel vostro club esclusivo.

E ancora: io tutta convinta della solidità e preparazione di chi coltiva biologico e affini, con alle spalle possibilmente il frutto di lavoro di scienziati agronomi e ecologi, perché gli scienziati non stanno cercando solo di distruggere il pianeta ma bensì di recuperare e migliorare (esistono scienziati buoni!!), scopro che la coltivazione biodinamica si basa su un calendario di una vecchia donna in Svizzera che ogni anno decide quali giorni hanno l’energia del fuoco o dell’aria o bla bla per piantare verdure da foglia o da radice o bla bla, in base all’allineamento dei pianeti e all’energia cosmica?!!? Ma che stronzate mostruose *oscure argomentazioni* si celano dietro ai miei presunti argomenti pro coltivazione biologica??
Io sono vegetariana (non dogmaticamente), cerco di essere un consumatore etico e consapevole, sono ambientalista, anti vivisezione, a favore di un clima di rispetto per il vivente e l’ecosistema, ma sono anche uno scienziato, cazzarola! E dalle ultime che ho sentito provenire dalle fila di chi difende questo pensiero ambientalista, ho una fortissima voglia di dissociarmi!!! Odio il new age, aborro lo yoga, il misticismo, e sono fortissimamente atea, datemi dei dati e degli studi scientifici, non del complottismo e della gente che piange pensando a quando uccidono il vitellino e poi vive con in casa il cagnolino di razza e il furetto - che bel rispetto per il vivente schiavizzare un animale domestico dentro quattro mura di condominio in centro città, per non parlare dell’assurdità di selezionare cani di razza secondo a come si abbinano ai nostri gusti estetici, ma vaffanculo va *santi numi*!! Stacci te a mangiare le crocchette industriali e a cagare nella sabbietta anti puzza! E fatti castrare tu! *si dovrebbe provare a mettersi nei panni della bestiola domestica.*

* il post e' stato corretto e riveduto dopo che Dario Bressanini mi ha sgamato. siccome e' stato simpatico, ho pensato di moderare i toni contro di lui, e poi per par condicio anche quelli contro l'ipotetico lettore frichettone ambientalista.
Biarritz, blazer, blitzkrieg bop
17 febbraio 2012
Tempesta di neve! Il vocabolario del romagnolo si arricchisce di nuovi termini meteorologici per comprendere il cataclisma, frutto dei tempi che cambiano, dei sobbugli climatici planetari, dell’anno dei Maya e dell’autodistruzione programmata che Homo sapiens perpetra indefesso da decenni. E sia! L’importante è non partecipare alla messa in atto di future generazioni, per una coerente scelta egoistica tot court. Non procreare, e continua pure a girare col SUV e sbombarti di aria condizionata a 15°C. Così non rubi risorse ai tuoi figli, se nessuno fa più figli. L’ho sempre detto, e manco c’ho il SUV.

Siamo a metà febbraio e audacemente mi sento di dichiarare che anche quest’inverno è andato, vedo la discesa, vedo l’equinozio sempre più vicino. La neve si scioglie e torno a girare in bicicletta. Cavolo, siamo saliti sopra lo zero oggi! È primavera.

Per questo anno cambio la routine di inizio mattina: la mia rassegna stampa online quotidiana non vede più Repubblica.it in lista. Ho deciso che è troppo trash, volgare, scritto male e di una stupidità da rotocalco beota – non avrà altri miei clicks. Quindi apro Ansa.it, ilfattoquotidiano (per stare un po’ indignados) e bbc.com, che ha notizie e cultura. Bella lì. Poi mi faccio una tazza di caffè con la french press, ho comprato il decaffeinato. Farmi la tazza di caffè broda, senza zucchero, mi fa sentire una persona adulta. Poi eventualmente mi viene la gastrite. Ma guadagno tutto in stile e serietà lavorativa. Poi se sono molto lazy mi apro ilmortodelmese per farmi due risate e approfondire un altro poco lo spunto culturale del giorno. Poi, finalmente, inizio a lavorare. Sto ritoccando il paper. È possibile che al quarto paper che scrivo e sottometto io possa iniziare ad imparare ad usare Endnote? Ho la certosina abitudine di fare tutto a mano, non mi fido di ste cose che importano citazioni sbagliate. Provavo a usare Zotero, ma mi crasha e ha qualcosa che non lo fa funzionare proprio bene. Certosino is the way. Dopo aver copiaincollato da ogni dove referenze per più di due pagine, che ogni risorsa o giornale le edita a modo suo – ma perché non si mettono d’accordo!? – e riguardato le virgole e l’editore etc, hai voglia di imbracciare un mitra gigante (ad acqua) e fare fuoco su qualunque cosa che intralci il tuo cammino.

Ho scoperto gli stampini nail stamp design, e ora direi che padroneggio le tecniche principali della manicure artistica: mano libera, marble, french, con nastro adesivo, stampino, spugnato, french al contrario che ribadisco io me lo facevo ancora tanti anni addietro quando nessuno avrebbe mai osato, accent, skittles. Ci sono sbafi di smalto su tutte le superfici piane della casa, ormai. Certosino is the way.

La finestra sul cortile
1 febbraio 2012
“distorsione!” conclude babbo T al telefono con una rapida diagnosi a distanza – riesci a stare sulle punte ma non sui talloni, si piega il piede in verticale ma non laterale, non pulsa troppo, medio gonfiore – nella mia famiglia siamo tutti medici improvvisati, tra il babbo che ha giocato una vita a calcio e ci becca con il settore ortopedia e affini, la mamma che ha studiato a Bologna con coinquiline iscritte a medicina, e io che sono biologa e faccio finta di averne un’idea ma il mio massimo è l’anatomia comparata: la differenza tra la disposizione dei tuoi organi interni e quelli di un merluzzo. Dopo poco la mia salvifica amica L mi citofona brandendo un paio di stampelle e un pezzetto di torta.

La noia mi assale. Per non prendere antidolorifici che mi schiantano lo stomaco, assumo dosi moderate di Becherovka, che almeno ha un buon sapore. Fuori sole e ghiaccio, parte di quest’ondata polare che sta investendo l’europa. Ah, giusto, come mi sono distorta la caviglia? Giocando a ping pong alla serata dello sport dello Zoro. Il famoso appuntamento della settimana dove un discreto aggregato di più o meno punk rotea attorno al tavolo “all’americana” con racchetta e birra, chi perde scala. Beh, ho vinto ben 4 sessioni, ed ero carica a manetta, poi tric la caviglia, e mannò che non è niente ci cammino sopra per i venti minuti che mi portano a casa. È ovvio che leggermente anestetizzata dai birroni non ho valutato bene le conseguenze.



Non so perché quest’anno la stagione concerti è molto scarsa, lamento un po’ la mancanza di date interessanti a cadenza settimanale. Film? Poca roba.
E ora, che fare, continuo a guardare il cortile? Potrei leggere. Potrei guardarmi Machete che ce l’ho sull’hd da mesi. Potrei suonare la chitarra. Potrei lavorare al paper. Già, potrei lavorare al paper. Dai allora, siamo sullo Zambia, e dobbiamo scoprire le cause delle dinamiche demografiche e di contatti tra popoli e formazione di strane lingue bantu coi clicks. Quando sono entrati in contatto? Perché solo alcuni gruppi hanno i clicks? Perché non riesco ad allineare le 600 e rotte sequenze del db? Voglio un corso di Perl, ora!

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vita familiare
avere una casa, un giorno
30 gennaio 2012
Divoro biscotti molinetti di mezzanotte buttati giù con tisana e grappa (sempre ben fornita di prodotti di importazione italica) e ripenso a qualche scena del week end.

Ero a Bremen, germania dell’ovest, e guardavo dal tram delle case belle, case con giardinetto, case che sembrano castelli con torre segreta e ampio bovindo. Case pur sobrie, per lo più, ma eleganti. Come ben sapete, l’elogio alla bruttezza è l’anima di Lipsia, la mia città di residenza (spero) temporanea. Mi sono chiesta se mai avrò una casa bella. Bella fuori e dentro, tipo. Non da inserto di AD, ma con un certo impegno (ecco, non come la grande opera dell’imbianchino in acido descritta nel post precedente). Sono piena di amici architetti, volendo pergiunta, mi ripeto quando mi interrogherò meglio sulle mie frequentazioni tipiche e sul perché io manchi di amicizie con un minimo di risvolto di utilità nella vita reale (no amici medici, avvocati, meccanico, fruttivendolo, fisioterapista, idraulico, traduttore italiano-tedesco; sì amici artisti, musicisti indipendenti, grafici, linguisti, traduttori italiano-inglese o italiano-spagnolo, archeologi, programmatori informatici, guardia forestale, insegnante, e ovviamente un fitto manipolo di utilissimi biologi e genetisti – per fortuna ho un paio di amici che fanno il vino e una cugina in tecnologie farmaceutiche).
Ecco ora Word mi ha crashato e ho perso il paragrafo dove descrivevo la casa favolosa dove siamo finiti per una festa sabato sera, con grande soggiorno e impianto professionale da DJ con piatti etc. cmq, volevo dire, una gran bella casa, che va bene a essere hipsters e avere i soldi di papà. Anche io voglio una casa per invitare tanta gente, poi a diventare hipster faccio sempre in tempo se necessario, i tatuaggi nerd ce li ho già.
Ma forse basta una stanza tutta per sé, come diceva la vecchia Virginia (Woolf) mentre lamentava come le donne non avessero possibilità di guadagnare ricchezza e quindi potere (erano gli anni venti) necessario ad essere intellettuali indipendenti e credibili. Solo tranquille a casa mantenute dal marito. Quante discriminazioni! Quanto astio insolvibile! Eh Virginia, ci vogliono i soldi per fare l’intellettuale, possibilmente essere benestanti in partenza. Che alla fine col cavolo che ci si metteva lei a fare la cameriera la sera per poter fare la scrittrice di giorno. Guarda che lo sappiamo tutte anche negli anni duemila che una stanza tutta per sé è impagabile, soprattutto dopo aver passato 6 anni di università a Bologna in doppia e anche in quadrupla, però ci si faceva gli intellettuali femministi lo stesso, a tentativo.

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permalink | inviato da kret@ il 30/1/2012 alle 2:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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